Roma, 16 apr. (Adnkronos)- Uno sciopero per cambiare, segnare una svolta e fermare il degrado e il declino del Paese. Uno sciopero per riaffermare ''un'idea di cambiamento'' e chiedere che riparta un reale percorso di crescita, che le politiche ''depressive'' del Governo, riconfermate nel Documento economico finanziario e nel Pnr, sembrano, invece, precludere. E' questa la scommessa che mette in campo la Cgil con lo sciopero generale del 6 maggio. A indicarla e' stata, Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, alla platea degli oltre 2000 delegati della confederazione riuniti nell'assemblea proprio in preparazione dell'azione di lotta.
''Ci diranno che e' uno sciopero politico - ha scandito dal palco Camusso nell'intervento che ha concluso i lavori - e vorremmo dirgli: provate a ripensare cosa vuol dire politica perche' ci pare che per voi quella parola non ha piu' senso. Ci diranno che faremo un danno durante la crisi, facendo perdere ore di lavoro. Vorremmo dirgli anche qui: guardino loro i danni che stanno facendo a questo Paese''.
''Ci diranno - ha incalzato ancora Camusso - che ci sono sindacati responsabili e chi si oppone a prescindere. Anche qui vorremmo dirgli che la rassegnazione non ha mai portato buono a nessuno''. E la responsabilita' della Cgil ''e' esattamente quella di aver scelto lo sciopero generale perche' e' lo strumento con cui i lavoratori possono dire che cambiare si puo' e che non rinunciamo ad avere un'idea di cambiamento. Il 6 maggio svuoteremo i luoghi di lavoro: sara' una grande giornata perche' e' sempre una grande giornata per questo Paese quando il lavoro prende la scena''.
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